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con Maurizio Colombi
regia di Teo Teocoli
Produzione Teatro Delle Erbe
“Gli uomini sono tutti str….”. Quante volte si è sentita questa
frase? Al bar, in metropolitana, per la strada, a cena con gli
amici, su autorevoli riviste, studi pseudoscientifici, forum e talk
show. Il punto è “perché?”
Di certo gli uomini e le donne sono profondamente diversi.
Ragionano, vedono le cose, sentono e si esprimono in maniera
differente. Ecco allora che tutte le incomprensioni, i litigi, vari
sbuffamenti, lacrime e ripicche, nascono da qui, da una profonda,
radicata, quasi genetica differenza.
Vale la pena allora risalire all’origine di questa diversità,
capirne le ragioni, le cause. Questo il nodo cruciale attorno al
quale si fonda lo spettacolo Caveman e il segreto del suo
incredibile successo planetario.
Frutto di tre anni di studi di antropologia, preistoria, psicologia,
sociologia e mitologia, Caveman è uno sguardo preistorico alla
battaglia dei sessi che, partendo da situazioni che fanno parte del
normale e contemporaneo “ménage a deux”, ne indaga le motivazioni
primordiali.
Ai tempi delle caverne, l’uomo nasceva cacciatore, la donna
raccoglitrice.
L’uomo è abituato a concentrarsi su un solo obiettivo, la preda, ed
esclude qualsiasi altra cosa in tutto l’universo, non può
permettersi distrazioni. La donna cerca, raccoglie informazioni,
accumula, controlla e gestisce più cose nello stesso momento.
Ecco allora che “lei” è perfettamente in grado di leggere, mettere a
posto la casa e parlare contemporaneamente, mantenendo il massimo
della concentrazione in ogni cosa che fa. “Lui” no. Se è in macchina
e deve cercare una strada, abbassa la radio, non può impegnarsi in
più fronti allo stesso tempo. Ed ancora, quando guarda la
televisione, l’uomo fa
zapping: con il telecomando prende la mira e “uccide i canali”, come
farebbe con le prede,. Una volta scelto il programma preferito, si
immerge completamente in esso e nulla può più distrarlo. La donna si
sofferma su tutti i canali, prende informazioni e alla fine della
serata è perfettamente in grado di riassumere tutti i contenuti di
ogni programma.
Ma questo non è che un esempio delle mille sfaccettature che le
differenze creano nella vita quotidiana delle coppie.
In questo spettacolo ogni aspetto della vita di coppia viene
contemplato:
si parla di shopping, del valore diverso della conversazione per i
due sessi – basti pensare che l’uomo mediamente pronuncia 2000
parole al giorno, la donna 7000! – di sesso e coccole, ecc., in
maniera sorprendente, ma mai volgare.
Il risultato è esilarante. Il meccanismo che fa scattare la risata
nel pubblico è quello dell’identificazione. Ogni persona che assiste
allo show si riconosce nelle situazioni mostrate e instaura un
rapporto diretto con l’attore, riconosce e si identifica con quello
che racconta. Sono soprattutto le donne ad esserne coinvolte, grazie
alle battute sulla mancanza di sensibilità maschile e sulla serie
infinita di equivoci che genera, sulla difficile comunicazione tra
due universi che rimangono nei millenni opposti, ma che non smettono
mai di attrarsi.
Dal passato al presente, dalle caverne al moderno focolaio
domestico, un viaggio incredibilmente divertente alle radici di
tanti comportamenti di lui e lei che talvolta lasciano senza parole
o fanno infuriare, attraverso tutto ciò per cui gli uomini e le
donne litigano, esultano, si amano. |
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